Per il secondo anno consecutivo alla Mostra del Cinema, giunta alla sua 83ª edizione, i suoi copricapo non sono passati inosservati e si continua a parlare di lei..
Sul red carpet del Lido, tra abiti d’alta moda e gioielli, c’è un accessorio che costringe lo sguardo ad alzarsi. È firmato Vitalina Ghinzelli, modista che per il secondo anno di fila porta la sua visione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. E ancora una volta i suoi cappelli sono stati notati e fotografati.

Il cilindro rosa con i due steli ricurvi, firmato Vitalina Ghinzelli.
Il look che ha fatto parlare
Il protagonista di quest’anno è un cilindro basso in feltro rosa tenue, con un nastro tono su tono più scuro e un piccolo fiore in tessuto sul lato. Dalla base si alzano due lunghi steli sottilissimi, che disegnano una curva elegante sopra la testa, come un tratto di matita lasciato in sospeso. L’abbinamento è un abito rosa con collo alto, plissettato, e maniche a volant, completato da orecchini di perla. Il risultato è un look romantico e insieme scultoreo. Tra tanti outfit studiati al millimetro, è il dettaglio che fa alzare lo sguardo.
Dalle bambole all’alta moda
Nata Thaís Maria Vitalina Ghinzelli, è cresciuta in una comunità legata alle radici italiane, e il suo nome è un omaggio alle due nonne: Maria per parte di madre e Vitalina per parte di padre. Da bambina cuciva a mano abiti per le sue bambole con gli avanzi di stoffa, seguendo gli insegnamenti della madre. Era l’inizio di una vocazione per i tessuti e per il lavoro delle mani.
Oggi è una modista e fashion designer con base nel New Jersey, vicino a New York, nota per i cappelli fatti a mano, in cui l’eleganza senza tempo incontra un gusto contemporaneo. Nelle interviste parla delle sue radici italo-brasiliane e dell’eredità delle nonne come base della sua identità creativa.

Bianco e azzurro polvere: eleganza retrò con un tocco scultoreo.
Scultura da indossare
Per lei il cappello è un oggetto d’arte: la sua è una fascinazione per la “scultura indossabile”, lo spazio in cui arte e moda si incontrano. Lo si vede nel cilindro bianco in feltro, con nastro in raso e un fiocco-fiore in organza azzurro polvere, che incontra un abito a pois con grande colletto in sangallo. Il tutto ha un sapore vagamente anni Sessanta.
I pezzi sono realizzati con materiali pregiati come la paglia parasisal e il marchio punta su pezzi unici, eleganza e qualità artigianale. Tra le sue ispirazioni figure come Lady Diana e Jackie Kennedy, e il richiamo si legge nei pillbox e nelle linee pulite. Tra le novità recenti ci sono una collezione di pillbox in denim e i “Fingerprint Hats”, un’evoluzione audace del suo stile. Il suo sito dedica anche una linea al “Red Carpet & Head Sculpture”, che sembra fatta apposta per un palcoscenico come il Lido.

Paglia blu petrolio e verde menta, per un’estate in chiave couture.
Venezia, secondo atto
Tornare alla Mostra dopo la prima volta non è un dettaglio: significa passare da comparsa a presenza che si consolida. E quest’anno il linguaggio di Vitalina Ghinzelli si è fatto riconoscibile. Il cilindro in feltro, la paglia lavorata come un tessuto, i colori delicati ma decisi. Accanto ai modelli da red carpet esiste anche una linea più estiva e luminosa, come il cappello in paglia blu petrolio con la falda verde menta, pensato per la luce del giorno.
Come dice lei stessa, il suo obiettivo è creare qualcosa che valorizzi l’intero look di chi lo indossa, ne rafforzi la sicurezza e porti gioia. A Venezia, ancora una volta, ci è riuscita.