di Ilaria Solazzo
Con il suo nuovo lavoro, “Il circolo dei congiurati. Un’indagine di Teodoro Valier”, Paolo Lanzotti ci porta indietro nel tempo, nel cuore di una Venezia oscura e nebbiosa, dove il confine tra alleati e traditori è labile, e dove ogni sguardo nasconde un segreto. Questo romanzo, che segna l’ennesima incursione dell’autore nella narrativa storica e gialla, si tinge di mistero e suspence, tracciando il ritratto di una città oppressa dal peso del passato e delle sue contraddizioni.
Un’indagine tra verità taciute e cospirazioni internazionali
Ambientato nel 1850, quando Venezia è di nuovo sotto il controllo degli austriaci, Il circolo dei congiurati segue le vicende di Teodoro Valier, un ex funzionario di polizia caduto in disgrazia dopo aver sostenuto la Repubblica di San Marco durante l’insurrezione guidata da Daniele Manin. Ora ridotto a semplice scrivano, Valier si trova suo malgrado coinvolto in un nuovo mistero, legato alla morte di un uomo su cui aveva indagato l’anno precedente. La vedova della vittima gli chiede di aiutarla a dimostrare l’innocenza di un amico accusato di omicidio, e il fascino che la donna esercita su di lui lo spinge ad accettare l’incarico, nonostante i rischi.
Nel frattempo, le autorità austriache, sospettando che il circolo ricreativo Euterpe, frequentato sia dalla vittima che dall’accusato, sia in realtà un covo di cospiratori mazziniani, si rivolgono a Valier per scoprire la verità. Il compito che gli viene affidato è tanto delicato quanto rischioso: recuperare un carico misterioso, forse di armi, e cercare di scoprire i legami tra gli insorti e le forze imperiali. In cambio, gli austriaci gli promettono di riammeterlo nel corpo di polizia, una possibilità che Valier intravede come una via di salvezza per il suo futuro.
Una Venezia tra mistero e speranza
Lanzotti costruisce una Venezia che non è solo un affascinante sfondo storico, ma un protagonista a sé stante, intriso di atmosfere cupe, tra calli nebbiose e canali silenziosi. La città è ritratta come un luogo dove la lotta per la libertà e la verità si intreccia con la durezza della vita quotidiana, e dove ogni angolo può nascondere una verità scomoda, o un tradimento. L’abilità dell’autore nel ricreare questa atmosfera si fa sentire fin dalle prime pagine, quando il lettore è immerso in un mondo sospeso tra il passato glorioso della Serenissima e il pesante dominio austriaco.
Paolo Lanzotti gioca con la tensione tra le vicende private del protagonista e l’evoluzione storica di Venezia, regalandoci un giallo che sa essere anche una riflessione sulla memoria, sul riscatto e sull’incertezza del futuro. Teodoro Valier diventa così un eroe imperfetto, un uomo che si trova a dover fare i conti con il suo passato, con le sue convinzioni e con una città che, come lui, sta cercando di ricostruirsi dopo il tramonto di un’epoca.
Un romanzo di carattere, da leggere tutto d’un fiato
L’opera di Lanzotti si distingue per la sua capacità di intrecciare storia e narrazione in maniera fluida ed elegante. La penna dell’autore sa alternare momenti di introspezione psicologica, quando ci troviamo a seguire il percorso interiore di Valier, con sequenze più frenetiche e ad alta tensione, dove il mistero e il pericolo sono dietro ogni angolo. Questo equilibrio tra il ritmo serrato e la riflessione più profonda rende Il circolo dei congiurati un romanzo avvincente e coinvolgente, che trascina il lettore nella sua atmosfera densa di suspense.
Marcello Simoni, autore di successo del genere storico, ha definito il romanzo come “un elegante mosaico pieno di mistero”, una descrizione che ben rispecchia lo stile di Lanzotti, capace di dosare con maestria elementi storici, culturali e psicologici per dare vita a una trama avvincente e complessa.
Paolo Lanzotti: tra passato e futuro
Paolo Lanzotti, veneziano di nascita e filosofo di formazione, continua a consolidare la sua carriera come autore di romanzi gialli e storici. Dopo il successo della serie Le indagini di Marco Leon, che lo ha consacrato come uno degli autori di riferimento nel panorama della narrativa storica e gialla, Lanzotti torna con questo nuovo capitolo, che si inserisce perfettamente nel solco della sua produzione. Il circolo dei congiurati rappresenta un’evoluzione del suo stile narrativo, più maturo e ricco di sfumature.
Dettagli del libro
Il circolo dei congiurati. Un’indagine di Teodoro Valier è il nuovo romanzo di Paolo Lanzotti, pubblicato il 10 ottobre 2025 da TEA, una delle case editrici più importanti nel panorama della narrativa italiana. Con una lunghezza di 336 pagine, il libro si presenta come una lettura avvincente, capace di fondere il mistero con una ricca ambientazione storica.
Il romanzo è scritto in italiano e si sviluppa all’interno di un intreccio che affonda le radici nella storia di Venezia, un contesto affascinante e denso di suggestioni. La trama si concentra su Teodoro Valier, un ex funzionario di polizia che, dopo aver perso la sua posizione a causa delle sue simpatie per la Repubblica di San Marco, si ritrova a vivere una vita da scrivano, lontano dalle istituzioni. La sua indagine lo porta a confrontarsi con misteri legati a omicidi, cospirazioni e alle tensioni politiche del periodo, in una Venezia segnata dalla nebbia e da un’atmosfera sospesa tra passato e futuro.
Il romanzo ha un prezzo di copertina di 16 euro, una cifra accessibile per un libro di grande qualità, che promette di coinvolgere i lettori non solo per la sua trama intrigante, ma anche per la profondità dei suoi personaggi e l’accuratezza della ricostruzione storica. L’ISBN del libro è 108850272758, per chi desidera cercarlo o ordinarlo tramite canali online o librerie.
In definitiva, Il circolo dei congiurati non è solo una storia di intrigo e mistero, ma un viaggio attraverso una Venezia che vive e respira nei suoi canali nebbiosi e nelle sue calli buie, un’opera che si preannuncia come una lettura imperdibile per gli amanti dei gialli storici e per chiunque voglia perdersi in una trama avvolta dal fascino della storia e dal brivido del mistero.
Dettagli del libro:
Titolo: Il circolo dei congiurati. Un’indagine di Teodoro Valier
Autore: Paolo Lanzotti
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 10 ottobre 2025
Lingua: Italiano
Pagine: 336
ISBN: 108850272758
Prezzo di copertina: 16 euro
Il circolo dei congiurati si preannuncia come un’opera che saprà appassionare i lettori più esigenti, portandoli dentro una Venezia ricca di storia, mistero e intrighi.

Un viaggio nel cuore oscuro di una Venezia sospesa tra storia e mistero, attraverso gli occhi di Paolo Lanzotti.
Buongiorno, Paolo. È un piacere averla con noi per parlare del suo nuovo romanzo, Il circolo dei congiurati. Partiamo subito dal protagonista, Teodoro Valier. Chi è questo personaggio e cosa lo distingue?
Buongiorno e grazie a voi per l’opportunità. Teodoro Valier è un personaggio che nasce in un contesto storico complesso e che vive in un momento di grande transizione per Venezia. Ex funzionario di polizia, è stato compromesso dalla sua collaborazione con i repubblicani durante la breve esperienza della Repubblica di San Marco. Ora si trova in una situazione di isolamento e disillusione, ridotto a vivere come scrivano. La sua indagine nasce quasi per caso, ma in realtà si rivela una sorta di riscatto personale. Quello che lo distingue è la sua lotta interiore, il tentativo di navigare tra il passato che non può più cambiare e un presente che gli sembra non offrire molte speranze. È un uomo che si sforza di mantenere una certa integrità morale in un mondo dove le alleanze sono fragili e le verità spesso nascoste.
Venezia, nel 1850, è una città cupa e dominata dalla nebbia, ma anche dal sospetto e dalla cospirazione. Come ha scelto di ambientare la sua storia in questo periodo così particolare della città?
Venezia nel 1850 è una città che vive un periodo di grandi tensioni politiche e sociali. Dopo il fallimento della Repubblica di San Marco, il controllo austriaco sulla città è ripristinato e la nostalgia per un passato di autonomia è ancora palpabile. Questo scenario di incertezze politiche e di frustrazione collettiva mi è sembrato perfetto per raccontare una storia di mistero. La nebbia, che caratterizza spesso la città in inverno, diventa un simbolo delle difficoltà nel vedere chiaramente la verità, e i canali nebbiosi, le calli deserte, i palazzi decadenti rappresentano un ambiente ideale per un giallo, dove la verità è sfuggente e i pericoli si nascondono dietro ogni angolo. Il contesto storico di Venezia, che ha perso la sua indipendenza, e la presenza delle forze imperiali austriache, mi permettono di esplorare non solo un’indagine poliziesca, ma anche le sfide personali di un uomo che si trova a dover fare i conti con il suo passato, le sue scelte e le sue delusioni.
La sua scrittura ha una forte componente storica. Qual è il suo approccio alla ricerca storica per dare vita a questi racconti?
Per me, la ricerca storica è una parte fondamentale del processo di scrittura. Non si tratta solo di inserire dettagli accurati, ma di comprendere il contesto, la psicologia e le dinamiche sociali dell’epoca. Per Il circolo dei congiurati, ho studiato a fondo la Venezia dell’epoca, i conflitti politici tra repubblicani e imperialisti, le tensioni sociali tra le diverse classi. Questo lavoro di ricerca mi permette di creare un mondo che sia credibile, ma anche capace di far vivere il lettore nel cuore della città. Spesso, durante la stesura, mi sono soffermato sulla realtà quotidiana, sugli oggetti, le usanze, le atmosfere di quel periodo, cercando di far emergere un quadro realistico e coinvolgente. Ma, allo stesso tempo, cerco di non essere troppo pedante. La storia deve essere il motore che muove la trama, non un fine a sé stante.
Cosa pensa che il lettore possa trovare di speciale nel suo romanzo rispetto ad altri gialli storici?
Penso che il vero cuore di Il circolo dei congiurati sia la tensione psicologica che accompagna la vicenda. Non è solo un giallo che gioca sui colpi di scena e sui misteri da risolvere, ma una riflessione sul passato, sulle scelte morali e sul prezzo del riscatto. Teodoro Valier non è un detective tradizionale: è un uomo segnato da un passato che non riesce a lasciarsi alle spalle e che si trova, suo malgrado, a dover affrontare situazioni che mettono in discussione non solo la sua fede nella giustizia, ma anche la sua stessa integrità. In questo senso, il romanzo offre anche uno spunto di riflessione sulla condizione umana: quanto siamo disposti a sacrificare per fare la cosa giusta? Quanto il nostro passato definisce il nostro futuro? Ecco, credo che questo aspetto della trama, più intimo e filosofico, possa offrire al lettore qualcosa di diverso, qualcosa che va oltre il semplice thriller.
La sua scrittura, pur essendo legata al giallo storico, non manca mai di sfumature umane. Quanto è importante per lei l’aspetto emotivo dei suoi personaggi?
L’aspetto emotivo dei personaggi è essenziale, perché è ciò che li rende vivi e credibili. I lettori non si appassionano solo alle indagini, ma alle persone che stanno dietro a quelle storie. Per me, ogni personaggio, anche quelli più secondari, deve avere una dimensione umana, una storia interiore che ne giustifichi le azioni e che, in qualche modo, ne illumini la psicologia. Nel caso di Valier, per esempio, l’aspetto emotivo è fondamentale. È un uomo che ha vissuto la caduta di un’intera civiltà, la fine di un’epoca, e questo segna profondamente il suo modo di vedere il mondo. Il suo conflitto interiore tra il dovere e il desiderio di riscatto, tra la lealtà verso se stesso e la fedeltà agli altri, è ciò che rende il suo percorso tanto interessante quanto drammatico. Non è solo la mente a essere in gioco, ma anche il cuore.
Infine, quali sono i suoi progetti futuri? Ci saranno altre indagini per Teodoro Valier?
Al momento, Il circolo dei congiurati è il secondo romanzo dedicato a Teodoro Valier, ma non escludo che possa tornare in futuro. La sua figura è complessa e, a mio avviso, ha ancora molte storie da raccontare. Mi piace l’idea di esplorare più a fondo il suo mondo, il suo rapporto con Venezia e le difficoltà che incontra nel cercare di trovare un equilibrio tra la sua morale e le richieste della realtà che lo circonda. Naturalmente, sto già lavorando a nuovi progetti, alcuni di tipo storico, altri con elementi più thriller o psicologici. Amo sperimentare e spingermi oltre, ma penso che, in qualche modo, i miei romanzi continueranno a portare avanti quel fil rouge che lega la storia, la psicologia dei personaggi e il mistero.
Vuole aggiungere altro?
Sì. Una precisazione. Il primo si trova negli Oscar Gialli Mondadori. Ed è stato pubblicato nel 2017.
La ringrazio molto per questa conversazione, Paolo. Le auguro un grande successo con il suo nuovo romanzo.
Grazie a voi per l’attenzione e per questa opportunità. È stato un piacere parlare del mio lavoro.

In “Il circolo dei congiurati”, Paolo Lanzotti ci guida attraverso i misteri e le ombre di una Venezia sospesa tra storia e inquietudine, dove ogni calle sembra nascondere un segreto e ogni scelta un prezzo. Con una penna che sa mescolare l’intreccio giallo alla profondità psicologica, l’autore ci regala non solo un giallo storico, ma anche una riflessione sulla lotta tra il passato e il presente, tra il dovere e la coscienza. Un romanzo che, come la nebbia veneziana, avvolge il lettore in un’atmosfera ricca di suspense e interrogativi, lasciando sempre la sensazione che la verità, pur a portata di mano, sia ancora troppo sfuggente per essere afferrata. Un invito a esplorare le pieghe più oscure dell’animo umano, mentre il mistero, come un’antica maschera, nasconde il volto della realtà.


