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Calcio: Roma, abbonamenti a gonfie vele; Lazio, tra tifosi e Lotito è rottura

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La Roma viaggia a gonfie vele verso il record di abbonamenti. La Lazio la sua campagna abbonamenti deve ancora iniziarla.
Umori contrapposti tra le due tifoserie. Da una parte – sponda giallorossa – si è raggiunta la cifra di 35.000 tessere staccate per la stagione 2024/2025. Sul fronte laziale tutto tace. L’ambiente è in subbuglio dopo la contestazione al presidente Claudio Lotito, che ha visto oltre 15 mila tifosi radunarsi per esprimere il dissenso del popolo biancoceleste nei confronti di questa gestione. In casa Lazio, gli abbonamenti non sono ancora partiti. La società teme un flop iniziale senza precedenti e forse per questo sta ritardando l’apertura della campagna abbonamenti. Probabilmente spera che i primi colpi di mercato possano riaccendere un po’ la tifoseria ma anche in questo ambito la situazione non è rosea, tra problemi di liquidità, idee confuse e la mancanza di un progetto di crescita. Tanti nomi, forse per illudere i tifosi, ma di trattative in punto di essere concluse non ce ne sono. I rapporti tra i tifosi laziali e Lotito è ai minimi storici. Dopo il secondo posto conquistato l’anno scorso, ci si aspettava un segnale concreto di svolta, che non è arrivata. Anzi, in pochi mesi sono giunte le dimissioni dei due allenatori della passata stagione: Sarri e Tudor. Entrambi in disaccordo con i programmi di ridimensionamento della società. E questo ha acuito il malcontento della piazza, che chiede a gran voce che Lotito si faccia da parte ed apra a nuovi investitori, capaci di far tornare a sognare una tifoseria spenta e demotivata. Che solo la contestazione del 14 giugno ha un po’ risvegliato.

Sul versante Roma, già da diverse stagioni si viaggia con numeri impressionanti in fatto di abbonamenti. In questo, agevola notevolmente la presenza di una società di gran lunga meglio strutturata di quella della Lazio. In primis, la proprietà: i Friedkin sono imprenditori molto facoltosi e sin dal loro arrivo hanno puntato sul rapporto con la tifoseria, cercando di portare più gente possibile allo stadio. Anzitutto, agendo senza grossi proclami ma facendo parlare i fatti: su tutti gli arrivi di due campioni come Dybala e Lukaku. Per non parlare della scelta di prendere un allenatore come Mourinho, che ha avuto il gran merito di catalizzare l’entusiamo dei tifosi. Poi la storia con il tecnico portoghese si è interrotta ma anche in questo caso la proprietà ha avuto l’intuizione di affidare la panchina ad un personaggio molto amato dai tifosi giallorossi, vale a dire Daniele De Rossi.
Rispetto alla società Lazio, i Friedkin dimostrano di voler fare le cose per bene. Almeno ci provano e questo consente ai tifosi di sognare e di sperare nell’arrivo di altri campioni. Senza dimenticare la Conference vinta e la finale di Europa League raggiunta in due anni consecutivi. Risultati sportivi che hanno contribuito a rinvigorire l’ambiente giallorosso dopo svariati anni nei quali la bacheca era rimasta vuota.

La differenza tra Roma e Lazio la stanno facendo le due proprietà. Una sta viaggiando decisamente verso una crescita costante del club, nonostante l’elevata situazione debitoria ereditata; l’altra – quella laziale – brancola nel buio e nella confusione più totale. E questo si riflette anche tra i tifosi. Quelli giallorossi sono mossi dall’entusiasmo, quelli laziali questa parola non sanno più cosa sia. E per questo sognano un’altra proprietà, che li faccia tornare ad essere felici o perlomeno che li faccia tornare a sognare. Intanto, come forma di protesta, i laziali hanno minacciato il boicottaggio dei prodotti ufficiali S.S. Lazio e la disdetta degli abbonamenti alle pay tv. E non è finita qui!

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