La conclusione della 71ª edizione del Roma Art Festival lascia alla capitale il ricordo di un evento capace di trasformare Piazza della Repubblica in un salotto culturale vibrante e partecipato. La manifestazione, curata dall’associazione Art Studio Tre sotto la direzione della presidente Lucilla Labianca e con il supporto di Athenae Artis e La Voce dell’Essere, ha celebrato un connubio profondo tra le arti visive e il mondo editoriale. Il cuore di questo scambio è emerso con forza durante la presentazione delle opere letterarie curate dal giornalista Rocco Ruggiero, dove ha brillato la figura di Giovanna Masci, celebre e apprezzata oncologa presso l’Istituto Clinico Humanitas di Milano, intervenuta con il suo libro intitolato Male habitus.
L’opera della dottoressa Masci, già accolta con grande interesse al Salone del Libro di Torino, rappresenta perfettamente il tema portante del festival grazie alla scelta iconografica per la sua copertina, che riproduce il dipinto ad acrilico su tela Periferia a Lodi del pittore Mauro Russo. L’immagine raffigura una sagoma solitaria che si muove lungo un muro imponente, un simbolo che evoca il disagio interiore e la restrizione dello spazio vitale che spesso accompagna l’esperienza della malattia. Tuttavia, l’interpretazione che emerge dal confronto tra la sensibilità clinica dell’autrice e la forza espressiva di Russo offre uno sguardo di profonda speranza, poiché la figura umana sembra avanzare con decisione, trasformando quel muro da barriera invalicabile a solido punto d’appoggio per una necessaria riconquista della salute e della vita.
Il festival non è stato però solo una riflessione sulla fragilità umana, ma ha offerto anche momenti di grande vivacità intellettuale grazie ad altri ospiti di rilievo che hanno arricchito il programma. La poetessa milanese Lorena Silvia Sambruna ha divertito il pubblico con il suo esilarante volume edito da Family Edizioni sulla complessità dei rapporti di coppia, mentre Alessandro Orofino ha condiviso con i presenti la carica emotiva del suo libro Senso, incentrato sul valore della scrittura come via di riscatto per un uomo deluso dall’esistenza. Attraverso questo intreccio di voci e visioni, il Roma Art Festival si è confermato uno spazio essenziale per il dialogo culturale contemporaneo, dove l’esperienza medica di Giovanna Masci, la pittura di Mauro Russo e la narrativa degli altri autori si sono fuse in un’unica e intensa esperienza collettiva.






