Zavaglia: “Il calcio italiano si è fermato. Interessi, politica e giovani dimenticati”

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𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐙𝐚𝐯𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐮𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐏𝐨𝐝𝐜𝐚𝐬𝐭 𝐂𝐚𝐟𝐟è 𝐒𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨
▶️ 𝗚𝗮𝘁𝘁𝘂𝘀𝗼 𝗵𝗮 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗼 𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮
▶️ 𝗧𝗮𝘃𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗲 𝗟𝗼𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗮𝗹𝗰𝗶𝗼
▶️ 𝗗𝗶𝗿𝗶𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗮 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗼𝗻𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗿 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗶
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗮𝗹𝗰𝗶𝗼 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼?
Purtroppo nel calcio italiano c’è stata una grande mancanza di riforme. Con l’entrata in vigore della liberalizzazione della circolazione dei calciatori europei si è indebolito il nostro sistema. Abbiamo portato nel calcio elementi che non solo non sono di qualità, ma che non insegnano nulla ai nostri giocatori.
Prima, quando si potevano tesserare al massimo tre stranieri, si cercava di portare calciatori affermati. Oggi invece arrivano tanti pseudo-giocatori che non servono a nulla, se non a indebolire le casse delle società e ad arricchire sempre gli stessi. Al contrario, spesso siamo noi a mandare i nostri giovani in Spagna, Francia o Inghilterra.
In giro per l’Italia abbiamo tanti giocatori bravi sotto i 18 anni, ragazzi che potrebbero giocare già in Serie A. Ma gli vengono tagliate le ali, perché oggi difficilmente trovano qualcuno che li segua davvero. La verità è che molti procuratori non agevolano le società: pensano soltanto alle proprie tasche e non hanno alcun interesse a far crescere i giovani.
La decadenza del calcio italiano forse è cominciata quando in via Allegri c’erano personaggi come Tavecchio e Lotito, con le stanze vicine. Lo sanno tutti, ma si evita di affrontare l’argomento. Non mi sembra che Lotito abbia fatto il bene del calcio italiano. La Federazione era gestita da loro. Ricordo situazioni in cui Lotito si è messo di traverso davanti a riforme che avrebbero fatto bene al sistema. Alla fine sono sempre lotte personali per soldi.
𝗔 𝗹𝗶𝘃𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶𝗹𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗶?
Un altro grande problema riguarda il settore giovanile: mancano insegnanti, allenatori e preparatori davvero preparati. Oggi si pretende di insegnare la tattica a un bambino di 12 anni, quando invece bisognerebbe insegnargli prima di tutto la tecnica. Questo, purtroppo, non lo fa più nessuno.
Anche nelle scuole calcio ormai si giocano partite cinque contro cinque in campi ridotti, perché spesso non si raggiunge il numero necessario di ragazzi. Questo accade anche per i costi eccessivi.
E poi vogliamo dirlo chiaramente? Soprattutto a Roma girano personaggi che chiedono soldi per far giocare i ragazzini. I genitori pensano di avere in casa il futuro Totti, senza sapere che uno come Francesco nasce forse ogni quarant’anni. Pagare per far giocare il proprio figlio significa togliere spazio a ragazzi magari più bravi che, sentendosi accantonati, finiscono per lasciare il calcio.
Se un dirigente o un allenatore prende soldi, poi deve far giocare chi paga e mettere da parte chi magari lo meriterebbe davvero. Anche le società lo sanno, ma evidentemente gli va bene così.
Io vorrei che la Federazione prendesse a cuore queste situazioni diffuse in tutta Italia. Ho una certa età e ho avuto la fortuna di crescere con dirigenti come Rocco, Viani, Anconetani e anche lo stesso Moggi. Purtroppo oggi figure di questo tipo nel calcio italiano non ci sono più. Dirigenti bravi ci sono ancora, come Marotta o Carnevale, ma poi? Quando finiranno loro?
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶?
Nel calcio professionistico mancano i dirigenti veri. Oggi si va avanti con gli algoritmi. Quando è arrivato Abodi ho sperato in alcune riforme che potessero fare bene al calcio italiano, ma non ho visto nulla. C’è un grande immobilismo e sembra che tutti siano d’accordo nel non fare nulla.
Un presidente eletto con il 99% dei voti la dice lunga sul futuro del calcio. Il 99% significa che a ognuno è stato promesso qualcosa che poi, durante il mandato, deve essere restituito. È più un gioco politico che un vero interesse per il calcio.
Oggi il calcio italiano funziona fino ai 18 anni, poi questi ragazzi spariscono.
𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗮𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗶 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗶𝗮𝗹𝗶?
In Nazionale ci sono giocatori bravi, ma l’allenatore deve essere supportato. Se Gattuso farà il miracolo, allora andremo al Mondiale. Anche il povero Spalletti non aveva veri consiglieri intorno.
Avevamo due giocatori mancini e non siamo riusciti a farli giocare insieme. Oggi la Nazionale sembra quasi un peso per tutti.
Gattuso non ha nessuno davvero esperto vicino. Guardate invece Conte: si muove sempre con il suo staff e infatti con lui abbiamo ottenuto risultati anche perché si è portato dietro i suoi collaboratori di fiducia.
Gattuso ha accanto Buffon e Bonucci, ma come possono aiutarlo davvero? Non hanno ancora l’esperienza necessaria. Ci vorrebbe gente esperta.
Io spero che Gattuso riesca a fare il miracolo e confido molto in Pio Esposito, che considero un fuoriclasse.

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