di Alexandra Colasanti
Manca poco meno di una settimana all’evento organizzato dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli , che si svolgerà il 16 ottobre a Perugia, ed un anno è passato dal primo G7 della storia sui temi dell’inclusione e della disabilità dove è stata firmata la Carta di Solfagnano.
Fra la legge 104, decreti legislativi e slogan sembrerebbe che passi avanti se ne sono fatti e che ci sia il massimo impegno nel mettere in atto i principi costituzionali secondo cui ogni cittadino è uguale e di pari dignità e la Repubblica si impegna a rimuovere gli ostacoli sociali che ne impediscono il pieno sviluppo della persona.
“La situazione sta in questi termini: ormai sono utente abituale del servizio disabili del Cotral, ma le disavventure a cui vado incontro non sono più casuali, si evidenzia chiaramente, che il servizio di trasporto pubblico per le persone disabili ha più di un problema, organizzative e strutturali”, questa la voce di Vitaliano Ferrajolo, disabile, costretto a condividere la sua vita per sempre nella buona e cattiva sorte con la sua fedelissima carrozzella, e ciò non vuole in alcun modo sembrare una sottolineatura pietistica, ma ben sì ricordare che si è già compromessi nelle attività quotidiane.
Vitaliano ha scritto più volte al Dirigente, il quale ha risposto scusandosi e promettendo di prendere provvedimenti, ma poco è cambiato!
Ci risiamo, e questa volta al termine di una lunga giornata lontano da casa Vitaliano, oramai passati i suoi sessanta anni, si è ritrovato a non poter tornare a casa ed ostacolare chi con lui doveva prendere l’ultima coincidenza nel capoluogo di residenza.
Ci troviamo a Frosinone, come accade da quando VF si è ritrovato a vivere con un “ceppo legato al corpo come un legionario in carcere”, ha prenotato il mezzo di trasporto per delle commissioni, con giorni di anticipo chiamando al numero di riferimento.
Ma , il pullman arriva ed il conducente era ignaro della presenza di un cittadino Italiano con la sedia a rotella, “ Ci risiamo, non aveva neppure la pulsantiera, per azionare la pedana di salita e discesa del pullman e non solo , era uno degli ultimi serali per tornare a casa”, chiamano l’assistenza per far recapitare il supporto tecnico adeguato “ Tutti i passeggeri sbuffano, per il disagio, ed io mi sento il solito peso , non basta sentirmi così nella mia Vita!”.
La pulsantiera arriva ed anche l’assistente a borso del conducente , ma provando ad azionarlo la pedana sembra non rispondere, ironia della sorte si blocca tutto il bus dopo le numerose prove. Tutti a terra in attesa del pullman sostitutivo , “ Credo mi odieranno, mi sento a disagio”.
Così non ci si dovrebbe sentire Vitaliano Ferrajolo , ma chi seduto sulle poltrone di riferimento dovrebbe tutelare ogni cittadino disabile , non solo nelle metropoli , ma soprattutto nei capoluoghi di provincia.
La verità è che “Molti di loro neppure sanno come funzionano, alcuni chiedono a me come funzioni, sono fallate, chiamo , mi mettono in attesa, minuti interminabili, risponde all’altro capo una voce dicono che provvederanno , ma questo è solo l’ultimo episodio di molti , non ho più desiderio di uscire di casa , o meglio, ogni spostamento dal capoluogo dove risiedo alle città principali diventa per me motivo di ansia “.
Non è trascorso molto tempo dalle scuse ufficiali della Direzione del Cotral, ente gestore del trasporto pubblico regionale del Lazio, che i problemi per chi viaggia su sedia a rotelle si ripresentano. La denuncia è del presidente dell’associazione LPH aps di Fuggi, Vitaliano Ferrajolo, associazione di tutela delle persone con disabilità, il quale afferma che l’affidabilità del servizio pubblico di trasporto, troppo spesso produca defaillances non più tollerabili: non sono ormai episodi sporadici, ma presentandosi con una frequenza non rara, evidenziano una difficoltà dell’ente a garantire un servizio dedicato ai viaggiatori con disabilità con uno standard qualitativo adeguato, e
questo almeno per quello che riguarda la provincia di Frosinone. Problematiche relative all’organizzazione – nella fattispecie, la comunicazione interna del trasferimento delle informazioni – e problematiche strutturali, specificamente per la funzionalità delle pedane sollevatrici installate a bordo di alcuni bus, attrezzati ad un trasporto for all. La coniugazione del diritto all’inclusione, tanto platealmente auspicata da tutte le istituzioni, promossa e sbandierata, si scontra con la realtà dei fatti di chi giornalmente vive il quotidiano. La logistica del trasporto pubblico è così, come tanti altri aspetti delle necessità giornaliere, un punto dolente, nonostante si siano messi in campo buoni proponimenti di risoluzione di essi.
La foto è tratta dal nostro archivio ed è puramente indicativa dell’argomento